FAI WALK BY NIGHT - REPORTAGE

Grande successo della serata walk dedicata alla cultura.

Una camminata guidata per le vie di Terni, grazie alla collaborazione del FAI Giovani e Amatori Podistica Terni, che ha visto la partecipazione di 180 persone.

Testo della visita guidata a cura di Andrea Cristofari del FAI giovani.

FAI WALK BY NIGHT

1 – CAMPOSCUOLA

La zona del Camposcuola è a ridosso del circuito delle antiche mura medievali, che in questo tratto si impiantano direttamente su quelle di epoca romana. In questa zona si sono conservate costituendo un elemento di sostruzione e contenimento per il dislivello del terreno. Si presentano molto restaurate con alcuni tratti in opus quadratum, con grossi blocchi ben squadrati su filari paralleli. La sua costruzione è coeva con la conquista romana intorno al III secolo a.C. A ridosso delle mura scorrevano diversi canali che le costeggiavano fino a confluire nel fiume Nera, all’altezza di Ponte Paolo, l’attuale passerella di via del Cassero. Nei pressi di questo luogo era presente nel medioevo un piccolo cimitero ebraico e più recentemente era nell’ottocento un luogo per praticare sport all’aria aperta. In quest’area lungo le mura si svolgevano le gare di gioco al bracciale, uno degli sport più popolari in Italia nell’Ottocento, il cui era necessario un lungo muro per la ribattuta. In quest’area di disputarono anche i primi incontri amatoriali di un nuovo sport, il calcio, che a partire dalla fine dell’ottocento cominciò a diffondersi nella penisola, finchè non venne realizzato il primo stadio cittadino in Viale Brin nel 1925. Gli attuali impianti sportivi del Campo scuola e del Palazzetto della Scherma vennero inaugurati nel 1960.

2 – PORTA ROMANA

In questa zona si apriva la Porta Romana, detta anche del Cassero o di Sotto. La porta medievale venne ricostruita nel 1640 ed ornata con lo stemma di Papa Urbano VIII ed altri rilievi oggi conservanti nella collezione comunale. Nel 1850 venne intrapreso un progetto per la ricostruzione, il Poletti preparò un modello per la nuova porta ma non venne realizzata, al suo posto venne poi realizzata una barriera su progetto del Giannelli. Dalla porta partiva una lunga muraglia fino al ponte dove nel ‘300 era stata costruita la fortezza del Cassero. La costruzione militare durò circa un secolo quando venne smantellata su concessione di Papa Eugenio IV, sui suoi resti venne edificata una chiesa intorno ad una immagine mariana, denominata appunto Madonna del Cassero. La chiesa e l’annesso torrione vennero demoliti nel 1841 perché pericolanti. Sulla piazza si affaccia la casa paterna di Giulio Briccialdi, ricordato da una lapide. Il musicista a cui è intitolato il nostro conservatorio, si distinse come ottimo flautista ed anche come imprenditore innovando il modello di flauto fino ad allora in uso dando il nome ad una leva che consentiva l’esecuzione di pezzi rapidi portando ad una repentina sostituzione del flauto di legno con quello metallico. A poca distanza sorge il monumento ai caduti, una stele in travertino ornata da gruppi scultorei in bronzo di Giuseppe Guastalla, originariamente collocato in Piazza Tacito nel 1926. Con la realizzazione della fontana nel 1932 il monumento venne spostato in questa posizione e negli anni ’50 venne aggiunto il sacrario per i caduti della II guerra mondiale realizzato da Aurelio de Felice.

3 – PIAZZA DUOMO

La piazza del Duomo è dominata dalla mole della cattedrale, prima di arrivare abbiamo costeggiato le rovine dell’anfiteatro romano, la più imponente testimonianza della Interamna romana. La monumentale struttura per spettacoli venne realizzata nel I secolo e costituisce uno dei modelli più arcaici di questo edificio, realizzato decenni prima del Colosseo, esempio maturo di questo tipo di strutture, era infatti privo di un corridoio anulare ad arcate continue ma queste erano intervallate da una chiusa. A ridosso dell’anfiteatro si installò il centro della vita spirituale cittadina, che con le sue strutture tese a riutilizzare i resti romani. Sotto il portico della cattedrale sono riemersi durante alcuni lavori di scavo i resti della fondazione di un abside circondata da diverse sepolture che testimoniano l’esistenza di un sacello alto medievale legato al culto di Sant’Anastasio. Vescovo di Terni nel VII secolo, la sua memoria si era quasi persa finchè nell’804 il santo apparve in sogno ad un contadino di San Gemini, chiedendogli di recarsi a Terni per cercare il suo corpo sepolto presso la chiesa della Vergine. Il contadino inizialmente ignorò il sogno ma questo si faceva sempre più ricorrente, alla fine il corpo venne rinvenuto rivestito di preziosi abiti pontificali. Il vescovo di Spoleto, da cui dipendeva Terni, fece erigere un altare dedicato al santo collocato nella controfacciata. Divenne uno dei patroni della città, finchè nel ‘600 la riforma di Papa Urbano VIII impose un patrono unico e allora venne scelto San Valentino, la cui basilica era stata da poco terminata.

4 – PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Piazza della Repubblica è da sempre il cuore della città, su questo sito era sicuramente impiantato il foro nel periodo romana, anche se assai scarsi sono i resti per le continue trasformazioni, resta il ricordo del toponimo medievale platea columnarum o piazza delle colonne, in ricordo di una o pià colonne che si ergevano nell’area sicuramente resti di costruzioni antiche. Le dimensioni e l’aspetto della piazza di modificarono profondamente nei secoli, fino all’apertura di Corso Tacito, la via rettilinea che demolendo molte case antiche congiunse in linea retta il centro cittadino con la stazione ferroviaria. Domina lo spazio l’imponente edificio ora sede della biblioteca. Il primo nucleo della costruzione venne edificato come palazzo del podestà, a sinistra della torre. L’alta torre nel ‘400 ospitava l’orologio pubblico ed a fianco venne edificato il palazzo del governatore pontificio. Con il declinare dall’autonomia comunale i due palazzi vennero unificati per diventare sede del governo pontificio, che amministrava il distretto ternano. Solo con la fine dello stato della chiesa il palazzo venne restaurato dal Faustini per divenire sede comunale. L’alta torre in stile medievale venne distrutta nei bombardamenti e riedificata in forme moderne negli anni ’90 dopo un imponente lavoro di restauro per adibire l’edificio a sede della biblioteca. Di fronte sorge il monumentale palazzo delle vecchie poste, ora palasì, costruito su progetto di Cesare Bazzani, demolendo l’antica chiesa di San Giovanni Decollato, caratterizzata da una enorme cupola ellittica in rame.

5 – PIAZZA SAN FRANCESCO

Lo spazio si apre di fronte alla monumentale chiesa di San Francesco, santuario diocesano e monumento nazionale. Edificata a partire dal 1265 su di un terreno adiacente al primo insediamento dei fraticelli, subito a ridosso della più antica cerchia muraria cittadina. Il progetto prevedeva una grande chiesa a navata unica, con transetto e abside coperta da volte a crociera. Negli anni poi la chiesa venne progressivamente ampliata con la costruzione di cappelle laterali, che nel ‘400 divennero navate e poi nell’ottocento raggiunsero l’altezza attuale. La chiesa ospita una importante reliquia, un frammento della Croce di Cristo, che era stata donata ad Alberico Camporeali da papa Sisto IV. Lo stesso colpito da una serie di disgrazie personali si convinse ad esporre la reliquia al culto pubblico, per questo fece realizzare un prezioso reliquario e la donò alla chiesa di San Francesco. Nel 1473 venne istituita la compagnia dei Crocesignati, una delle più ricche confraternite cittadine che aveva la sua sede in un oratorio sulla piazza, ora sostituito da un edificio sede di uffici comunali, che conserva i due portali cinquecenteschi. Nella chiesa si può ammirare la splendida cappella Paradisi, ornata da un monumentale ciclo di affreschi raffiguranti il Giudizio Universale opera del pittore folignate Bartolomeo di Tommaso.

6 – LARGO DEI BANDERARI

La via che abbiamo percorso è intitolata a Francesco Angeloni, un importante uomo di cultura e prelato ternano a cui si deve la prima storia della città, Historia di Terni, (1646), scritta con metodo scientifico, grazie all’ausilio di documenti ed epigrafi. L’Angeloni era noto al suo tempo come scrittore di novelle, commedie e come collezionista soprattutto di monete. Il moderno slargo si apre lungo via Angeloni, a fianco di una delle più antiche chiese cittadine, la parrocchiale di San Cristoforo a cui verso la fine degli anni ’60 è stata affiancata una moderna chiesa in pietra sponga, la prima edificata a Terni seguendo i dettami del Vaticano II. Il toponimo ricorda una delle istituzioni del comune medievale i Banderari, che in numero di 24 partecipavano al consiglio di Credenza. Il ricordo di questi è legato ad un cruento fatto di sangue avvenuto nel 1564 quando alcuni sicari fecero strage di alcuni dei rappresentati delle famiglie nobili, più legate al potere pontificio. L’eccidio era legato alle tensioni tra i due ceti, per il governo della città. Il papa intervenne inviando un commissario straordinario, mons Monte dei Valenti di Trevi, che attuò una tremenda repressione. Le carceri si riempirono di prigionieri, molti dei sospettati subirono il sequestro dei beni, tanti vennero decapitati e le loro teste appese al portone del palazzo del governatore dove restarono oltre un anno. Vennero confiscate tutte le entrate del Comune, per sostenere le spese processuali e di fatto questo atto significo la perdita di ogni autonomia finanziaria per la città. La piccola chiesa di San Cristoforo, di origine romaniche, con un ampio uso di materiale di recupero antico, è legata soprattutto al ricordo del passaggio di San Francesco di Assisi. A ridosso dell’edificio è infatti una grossa pietra con la statua del Santo, che si tramanda avesse usato per predicare, nei pressi della chiesa avrebbe anche compiuto alcuni miracoli. Lungo il percorso toccheremo la antica chiesa di San Tommaso, passando sotto l’arco dove è murato un antico bassorilievo medievale, raffigurante l’episodio evangelico dell’incredulità di San Tommaso, il frammento è molto rovinato per essere stato esposto agli agenti atmosferici. Proseguendo in via dei Castelli attraverseremo il complesso delle antiche case della famiglia Castelli, una delle dinastie più prestigiose della città medievale. Si tramanda che fosse una delle famiglie di più antica nobiltà, di origine tedesca, discendente dei conti carolingi, il capostipite Remigio volle denominare il suo palazzo Castello da cui il nome attribuito alla casata. Su tutto spicca la torre detta di Dionisia, una delle più belle torri cittadine, rimaneggiata nel cinquecento. Da qui passeremo lungo vico San Lorenzo uno dei migliori esempi di edilizia medievale rimasti in città.

7 – PIAZZA DEI CARRARA

La piazza ha assunto nei secoli varie denominazioni a seconda delle funzioni ospitate nel monumentale palazzo, con la nuova viabilità aperta nel dopoguerra l’area è diventata uno snodo di traffico perdendo il suo carattere di spazio chiuso e raccolto. Il Palazzo costruito dalla fusione di diversi corpi di fabbrica

8 – TEMPIO DEL SOLE

In questo spazio si apre una delle costruzioni più misteriose ed affascinanti della città di Terni, la chiesa di San Salvatore, denominata familiarmente dai ternani il Tempio del Sole. Le indagini archeologiche hanno escluso ogni legame con un tempio pagano in quest’area che anzi in epoca imperiale era occupata da una ricca abitazione privata, una domus, solo in piccola parte esplorata i cui resti si possono ammirare da alcune botole nel pavimento della chiesa e beh sotterranei della stessa. La parte più affascinante della chiesa è la rotonda su cui si aprono finestre ad arco tutto intorno, la cui funzioni e datazione non sono state mai del tutto chiarite. Si parla di un oratorio, di un battistero, la cui costruzione oscilla tra il VI ed in X secolo. Venne poi aggiunta una breve navata in epoca romanica e due cappelle laterali, una della famiglia Manassei, l’altra della famiglia Filerna.

9 – OBELISCO LANCIA DI LUCE

La grandiosa scultura opera dello scultore Arnaldo Pomodoro, venne commissionata per celebrare il centenario della nascita dell’acciaieria, il luogo venne scelto personalmente dall’artista e la monumentale opera venne inaugurata nel 1995 per un’altezza complessiva di 32 metri. I diversi livelli vogliono rappresentare i diversi stati della lavorazione della materia ferrosa, dalla parte più grezza, i rottami in basso, fino alla punta dorata, pensata colpita direttamente da un raggio di luce, da cui appunto il nome della scultura. Nei pressi sorge anche il busto a Cornelio Tacito, lo scrittore romano, cui una tradizione secolare attribuisce ascendente ternane. Si tratta di un calco, realizzato alla metà dell’Ottocento, in origine sistemato nel giardini della Passeggiata e portato in questo luogo negli anni ’60 per ornare l’accesso alla nuova via di Corso del popolo dal ponte romano.

10 – CAMPO SCUOLA – RISTORO FINALE


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